Fractal

Fuorisalone, Monza
02-08 Settembre 2021

08 Settembre Live session w/Matteo Brioschi

Fractal è un progetto ideato da Monza Arte Contemporanea che espone opere realizzate dagli studenti del Laboratorio di Scenografia del Liceo Nanni Valentini sotto coordinamento del Prof. Makio Manzoni.

Il progetto vuol essere un omaggio al design contemporaneo nelle sue linee più essenziali e il tema del frattale è il basso continuo dell’evento.

La genetica formale delle opere mostra nell’attivo il processo di creazione delle stesse, che in modo intrigante evolvono verso uno stato di nitido ordine.

Il frattale in qualità del suo in-finito procedere viene intercettato nel suo farsi dalle geometrie lignee, che saranno la cassa di risonanza per una live session di musica d’ambiente di Matteo Brioschi dell’etichetta Petricore Sounds, che sperimenterà diffusione e distorsione musicale sotto i portici dell’Arengario. Essi saranno limite e orizzonte delle vibrazioni sonore che si contorceranno o respireranno a seconda dell’impulso generatore, del timbro, della lunghezza d’onda, dell’intensità.

Il trono d’onore è dedicato alla sfera, questa bolla di protezione che riunisce in sé l’energia della terra.
Ma vi ricorda qualcosa l’uomo vitruviano? Prendendo ispirazione da Leonardo, gli studenti del laboratorio di Scenografia sviluppano il motivo della terra che si lega, scontra, interseca col cielo: l’imperfezione, l’uomo, entra in una dimensione divina, metafisica, il cosmo, il cielo.

L’uomo è questo ma è anche la sua “gettatezza, ossia il suo esserci per forza di necessità nella storia. Quella storia che gira così come potrebbe girare una palla in un prato…

La natura sembra parlarci: quanta geometria e quanta perfezione possiamo osservare negli alveari. Sinonimo di comunità reale, di lavoro condiviso e organizzazione. La cella dell’alveare, col suo spazio esagonale cavo è un reale capolavoro, che viene riutilizzato in architettura ad esempio nei tamburati all’interno delle porte, che sono strutturati proprio da alveoli esagonali.
Nella sua dimensione di pochi centimetri l’alveolo dimostra un vero e proprio prodromo per un prezioso materiale utilizzato in arte: la cera.

La culla è il primo modulo abitativo dell’essere umano al mondo. La culla dell’utero materno è il prodromo di quella in cui da neonati spendiamo moltissimo del nostro tempo. Forse queste opere ci possono ricordare quella che è un’altra culla embrionale, il guscio. Queste similitudini tra essere umano e mondo animale ci ricordano la profonda ma nascosta identità tra specie, che condividono anche le modalità dell’abitare: in fin dei conti abitare viene da habere (avere), sinonimo del profondo rapporto, sin dalla nascita tra noi e il nostro spazio.