AUTPOP

Autismo e popcorn


2 aprile – 1 maggio 2022


inaugurazione: sabato 2 aprile ore 18.00

in occasione del WAAD (World Autism Awareness Day)

Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo


Ex Sale Consiliari Teatrino di Corte

Villa Reale di Monza, Monza


progetto e organizzazione:


Associazione FacciaVista Onlus

M.Ar.Co. Monza Arte Contemporanea

laboratorio artistico a cura di David De Carolis

Sabato 2 aprile, in occasione della giornata WAAD (World Autism Awareness Day), la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, è stata inaugurata la mostra Autpop,  una group exhibition di artisti autistici Questo progetto è stato ideato da Monza Arte Contemporanea in collaborazione con l’Associazione Facciavista Onlus, David de Carolis e Matteo Galbiati.

L’ obiettivo della mostra, curata da Matteo Galbiati, è modificare la percezione e l’atteggiamento della gente nei confronti dell’autismo e innescare un cambiamento che porti all’apprezzamento interessato delle abilità creative delle persone con disturbi dello spettro autistico.

L’inusuale accostamento dell’autismo al popcorn nasce dalla metafora dell’autismo come un seme: un chicco di mais che non riesce a germogliare come ci si aspetterebbe, ma che dentro di sé contiene tutto,  anche più del necessario. Solo se scaldato può esplodere in una nuova forma e diventare un popcornLe opere esibite in Autismo e Popcorn sono il risultato artistico del calore ricevuto: l’esplosione della loro creatività nella forma più autentica e completa.

Questo progetto espositivo nasce a seguito del laboratorio artistico che il prof David De Carolis ha tenuto presso la Casa Francesco di Vedano al Lambro dove 8 ragazzi affetti da disturbo dello spettro autistico, di età compresa tra i 16 e i 29 anni, hanno realizzato, attraverso un percorso progressivo di 4 anni che ne ha evidenziato le capacità artistiche, la serie di opere che ora trova felice occasione espositiva presso gli ambienti della Reggia monzese.

Accettando i limiti formali e di contenuto di questi dipinti, il merito di questo lungo e appassionato lavoro progettuale è proprio nell’essere riusciti ad ottenerli e ad esporli: abbiamo opere da osservare che per noi devono essere segno di “un miracolo” operativo che evidenzia, attraverso l’insistenza e la fiducia, attente e misurate, come attraverso la libertà espressiva offerta dalle tecniche artistiche, e dall’arte in genere, sia stato possibile far esprimere i ragazzi in modo autonomo. Le “opere sono, quindi, soglie che attraversano dimensioni, punti che uniscono chi è lontano, strade che correlano mondi diversi le cui distanze diventano più corte, in cui tutto può essere più raggiungibile”.

Il mondo “chiuso” dell’autismo con l’arte si può aprire e così i ragazzi hanno saputo non solo trovare un elemento di forte motivazione personale e connotazione individuale, ma anche agire su un tempo condiviso e collettivo, plurale e multiplo.